Se camminiamo di notte per strada e un uomo ci corre incontro, visibile da lontano, perché la strada è in salita e c'è la luna piena, non faremo nulla per trattenerlo, anche se è debole e lacero, anche se qualcuno lo insegue gridando, ma lo faremo continuare nella sua corsa.
E' notte e non è colpa nostra se la strada sale sotto la luna piena, inoltre può darsi che i due abbiano inscenato l'inseguimento per gioco, forse entrambi inseguono un terzo, forse il primo viene inseguito senza colpa, forse il secondo ha intenzioni omicide e noi diventeremo complici dell'assassinio, forse i due non sanno nulla uno dell'altro e ciascuno corre, per suo conto, a letto, forse sono sonnambuli, forse il primo è armato. E, da ultimo, non ci è lecito esser stanchi, non abbiamo bevuto tanto vino?
Che sollievo non vedere più neppure il secondo.
Franz Kafka, Racconti
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lunedì 16 maggio 2011
lunedì 8 febbraio 2010
La vita agra

E' per questo che il viso dell'agonizzante ci si mostra sempre così terreo e stravolto: sta lottando, non contro la morte ma contro la vita, perché pensa e si arrabatta di trovare i soldi per pagare il prossimo. Poi, appena morto, lo vedete distendersi, riposare e sorridere ironico. Ora - così par che dica - arrivederci a tutti e sotto voialtri, io stavolta vado in pensione sul serio. Pagateli voi, i conti, e non i vostri soltanto, ma anche i miei, per la cassa, il trasporto, la buca al cimitero. E sorride.
Luciano Bianciardi, La vita agra, 1962.
venerdì 22 gennaio 2010
Stereo-porno
[...] Il cyclorama vaginale giapponese supera qualunque strip-tease. Prostitute sedute su una piattaforma con le cosce aperte, impiegati in maniche di camicia (è uno spettacolo molto popolare) autorizzati a ficcare il naso nella vagina della donna per vedere, vedere meglio - ma vedere cosa? Si arrampicano uno sull'altro per guadagnarsi il posto, mentre le prostitute parlano loro gentilmente o li rimproverano aspramente per il rispetto della forma. Il resto dello spettacolo, fruste, reciproca masturbazione o strip-tease tradizionale impallidisce in confronto a questo momento di oscenità assoluta, questo momento di voracità visuale che va ben oltre il possesso sessuale. Una pornografia sublime: se potessero, questi uomini vorrebbero essere interamente inghiottiti dalla prostituta.Un'esaltazione della morte? Forse, ma allo stesso tempo essi confrontano e commentano ciascuna vagina con una serietà mortale, senza mai sogghignare o scoppiare in una risata e senza mai cercare di toccare - a meno che la regola non lo preveda. Nessuna indecenza, quanto piuttosto un atto infantile ma estremamente serio, prodotto da una fascinazione assoluta nei confronti dello specchio dell'organo genitale femminile, come la fascinazione di Narciso nei confronti della sua immagine.
Io l'ho tradotto, ma l'ha scritto Jean Baudrillard in Seduzione, 1979. E mi piace tantissimo.
martedì 5 gennaio 2010
Spoon River reloaded
Dove se n'è andato il professore di filosofia
che aveva dialogo con tutti tranne che con i fascisti
Dov'è Wanda che disegnava bene
Dove sono Claudio o Robi
il primo suonava bene la chitarra
e l'altro che fu il mio primo fidanzatino.
E cosa ne sarà di Ernesto
che si faceva a casa mia
prima di andare a insegnare musica
Hanno un account, hanno un account su Facebook
Hanno un account, hanno un account su Facebook
Dove sono Roberto e Rossella
primi amici vicini di casa
lei cestista, lui correva
E Alessandra con cui studiavo
per le programmate di storia e filosofia
e Fabrizia, la più signorina
E Monica che scappò da casa
con gli orecchini e l'apparecchio per i denti
per non sentire le stronzate di sua madre.
Hanno un account, hanno un account su Facebook
Hanno un account, hanno un account su Facebook
Dove sono gli iscritti alla FCGI
che mi sembravano così eroici
con la tessera e un Marcuse sotto braccio
dove quelli di terza liceo
quando io, matricola
li ascoltavo parlare alle assemblee
e mi sembravano tanto affascinanti
e invece erano solo dei ragazzini
che conoscevano più parole di me
Hanno un account, hanno un account su Facebook
Hanno un account, hanno un account su Facebook
Dov'è Monica la sciatrice
bionda, tondetta, una frana a scuola
con un amico che era stato in India.
Silvio, il tossico che scriveva poesie
e me le dedicava, ma poi si rifaceva
e mi sa che quelle poesie le ho buttate.
Lui sì sembra di sentirlo
lasciato in camera da solo a Parigi
perché si era usato tutti i soldi per una dose
sembra di sentirlo ancora
dire a me, neanche vent'anni e già innamorata di un altro
"Mi riporti alla Stazione? Me ne vado"
Hanno un account, hanno un account su Facebook
Hanno un account, hanno un account su Facebook
che aveva dialogo con tutti tranne che con i fascisti
Dov'è Wanda che disegnava bene
Dove sono Claudio o Robi
il primo suonava bene la chitarra
e l'altro che fu il mio primo fidanzatino.
E cosa ne sarà di Ernesto
che si faceva a casa mia
prima di andare a insegnare musica
Hanno un account, hanno un account su Facebook
Hanno un account, hanno un account su Facebook
Dove sono Roberto e Rossella
primi amici vicini di casa
lei cestista, lui correva
E Alessandra con cui studiavo
per le programmate di storia e filosofia
e Fabrizia, la più signorina
E Monica che scappò da casa
con gli orecchini e l'apparecchio per i denti
per non sentire le stronzate di sua madre.
Hanno un account, hanno un account su Facebook
Hanno un account, hanno un account su Facebook
Dove sono gli iscritti alla FCGI
che mi sembravano così eroici
con la tessera e un Marcuse sotto braccio
dove quelli di terza liceo
quando io, matricola
li ascoltavo parlare alle assemblee
e mi sembravano tanto affascinanti
e invece erano solo dei ragazzini
che conoscevano più parole di me
Hanno un account, hanno un account su Facebook
Hanno un account, hanno un account su Facebook
Dov'è Monica la sciatrice
bionda, tondetta, una frana a scuola
con un amico che era stato in India.
Silvio, il tossico che scriveva poesie
e me le dedicava, ma poi si rifaceva
e mi sa che quelle poesie le ho buttate.
Lui sì sembra di sentirlo
lasciato in camera da solo a Parigi
perché si era usato tutti i soldi per una dose
sembra di sentirlo ancora
dire a me, neanche vent'anni e già innamorata di un altro
"Mi riporti alla Stazione? Me ne vado"
Hanno un account, hanno un account su Facebook
Hanno un account, hanno un account su Facebook
venerdì 16 ottobre 2009
gabinetti

Solo il gabinetto giapponese è interamente concepito per lo spirito. Discosti dall’edificio principale, i gabinetti stanno accucciati sotto minuscoli cespi selvosi, da cui viene odore di verde di foglie, e di borraccina. E’ bello, là, accovacciarsi nel lucore che filtra dallo shoji, e fantasticare, e guardare il giardino. Tra i sommi piaceri dell’esistenza Natsume Soseki annoverava le evacuazioni mattutine: piacere fisiologico, che solo nel gabinetto alla giapponese, fra lisce pareti di legno dalle sottili venature, mirando l’azzurro del cielo e il verde della vegetazione, si può assaporare sino in fondo.
Junichiro Tanizaki, Libro d’ombra
giovedì 15 ottobre 2009
avrei voluto dirlo io

E non mi si parli, dopo tutto questo, del lavoro, voglio dire del valore morale del lavoro. Sono costretto ad accettare l’idea del lavoro come necessità materiale, a questo riguardo sono quanto mai favorevole alla sua migliore e più giusta ripartizione. Che le sinistre condizioni della vita me lo impongano, passi, ma che mi si chieda di onorare il mio, o quello degli altri, mai. Preferisco, ancora una volta, camminare nella notte, piuttosto che credersi uno che cammina in pieno giorno. A nulla serve essere vivi, nel tempo in cui si lavora. L’evento dal quale ciascuno ha il diritto di attendersi la rivelazione del senso della propria vita, questo evento che forse non ho mai trovato ma sulla traccia del quale io cerco me stesso, non è a prezzo del lavoro
Andrè Breton, Nadja, 1928
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