venerdì 15 gennaio 2010

Una piccola musica

Tutto quello che possiedo è una piccola musica. L'ha detto Céline, mica io. Però posso dire che una petite musique ce l'ho pure io, che non sono Céline.
Ho una musica, anzi tante musiche, che mi accompagnano nella vita, che fanno da colonna sonora al mio film. Ne ho per tutte le occasioni : quando devo pulire casa, quando sto al computer, quando sono triste e voglio essere ancora più triste, quando sono in macchina su una strada di notte e piove e faccio finta di essere a Los Angeles dentro un libro di Ellroy con le luci bagnate che si specchiano nell'asfalto.
La mia petite musique è gelosa di me: quando sto un po' senza ascoltarla mi fa sentire vuota e senza ritmo, oppure fuori tempo o magari stonata. La mia petite musique è snob: si infastidisce se ascolto robaccia, mentre quando mi metto d'impegno a trovare qualcosa di nuovo e di inusuale annuisce languida, accenna un movimento del piede (usa il mio), un tamburellare delle dita (le mie, sempre. Lei mi usa).
La mia petite musique mi controlla e mi comanda : non posso uscire dalla macchina o da casa se sto ascoltando una canzone che mi piace, perchè spezzare un'armonia, un testo, un riff è peccato mortale, non me lo perdonerebbe. Così me ne sto vestita e incappucciata sulla porta, o raggomitolata in macchina, finché non smette, e solo allora sono libera di uscire. La mia petite musique mi ossessiona: un giorno che ero dall'altra parte del mondo e avevo in mente un titolo ma non chi lo cantava(1) ho mandato messaggi a tutti i miei amici chiedendolo, e per fortuna che mi hanno risposto subito ché altrimenti non ci avrei dormito.
Io credo che la mia vita sarebbe stata diversa senza la mia petite musique. Non so se migliore o peggiore; certamente più atona.

(1) Mexican Radio, Wall of Voodoo.

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